Cronaca

Canile Vaiano, Castelli: “Ho
quasi visto morire un volontario”

Nel canile di Vaiano Cremasco un pitbull ha aggredito due volontari di 65 e 45 anni. I due sono feriti ma non sono gravi

Attimi di terrore, minuti che sembrano non passare mai. Non ha vissuto un momento facile il canile comunale di Vaiano Cremasco, teatro di una brutale aggressione da parte di un pitbull di 4 anni ad un volontario di 65 anni e successivamente ad un altro di 45.

L’uomo, come ogni mattina da anni, stava mettendo la pettorina al cane per la consueta passeggiata, un classico momento di routine. All’improvviso però qualcosa è andato storto: il pitbull ha deciso di attaccare mirando direttamente alla gola del 65enne che, per difendersi, ha messo di mezzo il braccio. Il cane non ha mollato la presa ed ha continuato a puntare alla parte alta dell’uomo. Fortunatamente l’intervento di Elena Castelli, responsabile della struttura, e di un altro volontario di 45 anni, ha evitato il peggio.

Anche il 45enne, arrivato in soccorso del collega, è stato aggredito, riportando numerose ferite. Quando la furia del pitbull si è placata, i due sono stati portati in pronto soccorso in codice giallo, con ferite a braccia e addome. I volontari aggrediti comunque ora stanno bene e non corrono pericoli.

Il pitbull invece starà 10 giorni in isolamento, dopodiché inizieranno tutti i controlli del caso per capire il suo stato di salute e la futura gestione. L’episodio ha comunque fatto lanciare l’allarme ad Elena Castelli, che ha sottolineato come la sua struttura, ma anche tante altre, siano ormai al limite di cani maschi “morsicatori”, il che porta lo stress ad alti livelli fino a culminare ad aggressioni di questo tipo. L’appello di Castelli è quello di scegliere questa tipologia di cane solo se in grado di gestirlo, viceversa si porteranno i canili al collasso con razze che, per carattere, diventano difficili da curare.

“Ho quasi visto morire un mio volontario – sottolinea Castelli – Non è facile vivere il canile, ma soprattutto vivere un’esperienza del genere. Siamo molto dispiaciuti anche perché eravamo molto affezionati a questo cane, ora troveremo una soluzione gestionale, siamo molto dispiaciuti perché dovremo gestirlo senza interagire con lui. Fremo valutazioni cliniche per far star bene anche il cane. L’episodio è l’espressione di un disagio, una tragedia nella quotidianità e nella normalità, per una semplice passeggiata”.

Simone Guarnaccia

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