Lettere

'Unità politica per
preservare autonomia
dell'ospedale di Crema'

da Felice Lopopolo

Ho partecipato al convegno sul tema dell’autonomia Azienda Ospedaliera di Crema, leggendo casualmente una locandina che preannunciava la partecipazione dei candidati alle prossime elezioni.
Ci sono andato anche perché, da pensionato, sto coordinando una equipe del Centro Galmozzi che si occupa di fare la storia di questa importante istituzione, con particolare attenzione all’attualità.
Arrivato in sala mi sono reso conto che si trattava sostanzialmente di una iniziativa elettorale della LEGA, alla presenza dei soli candidati di partito.
Siamo in campagna elettorale, nulla da obiettare, men che meno la voglia di criticare, l’opinione pubblica ne ha piene le tasche di scontri, spesso conditi da insulti.
Invitata la Direzione generale con relazioni del dott. Ablondi e del dott. Cominelli che hanno dato un quadro chiaro e soprattutto illuminante sul tema, considerate le verifiche di fine anno previste dalle normative regionali.
La nostra Azienda ha saputo, nel rispetto di pesanti vincoli nazionali e regionali, investire in tecnologie, in nuove professionalità, nella qualità dell’accoglienza alberghiera…
Quasi tutti gli indici esprimono qualità, alcuni servizi sono di “eccellenza” con utenza anche di fuori regione.
Alcune criticità permangono.
Tutto ciò è il risultato di una conduzione manageriale saggia e innovativa, ma anche del contributo quantitativo e qualitativo di tutto il personale, medici infermieri tecnici amministrativi.
Ebbene il 4 marzo vinca il migliore!
Ma deve essere chiaro a tutti che se teniamo all’autonomia del nostro sistema ospedaliero, dal 5 marzo, bando alla propaganda, sarà essenziale che tutti i partiti ritrovino unità come nel passato, coinvolgendo istituzioni, forze sociali e mondo del volontariato che svolge un ruolo di supporto essenziale.
Questa volta serve nuova unità ricercando ad es.risorse aggiuntive nel territorio per far fronte ai bisogni crescenti delle persone anziane e della cronicità, (la cui cura assorbe circa tre quarti del bilancio) e alle risposte emergenti dal disagio sociale specie giovanile.
So che il tema dell’unità non è di moda nell’agenda politica,ma anche la lunga esperienza personale mi ha insegnato che l’unità rende se è lavoro costante, intelligente, condito da capacità di confronto e di ascolto, alla ricerca di convergenze. Tutti nella testa la convinzione che la politica deve dare risposte ai bisogni delle persone in carne ed ossa.
Buona parte dei cittadini si aspetta questo modello di unità.

 

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