Ponte Cadorna, Beretta attacca:
"Bergamaschi fa e disfa, di nuovo"
A distanza di una settimana dalla riunione della commissione dei capigruppo comunali in merito al Ponte Cadorna, Simone Beretta ha commentato con velo critico gli aggiornamenti dell’Amministrazione comunale.
“Siamo ancora nel campo largo delle probabilità. Troppi se. Nessuna certezza. Anzi una, la più preoccupante: nessun ponte alternativo provvisorio mentre si eseguiranno i lavori che, se tutto va bene, non si sa quando incominceranno e tanto meno quando finiranno – esordisce Beretta – Non mi hanno convinto e non mi convince un cambio di paradigma intervenuto come un fulmine a ciel sereno dopo anni in cui le posizioni tra la volontà dell’amministrazione comunale di aprirsi un varco di buon senso alle Belle Arti si scontravano invece con la pervicacia di queste ultime nel pretendere l’impossibile tenendo di conseguenza in stallo il divenire di un ponte ammalorato e che ogni giorno che passa si ammalora sempre più”.
Beretta condanna la gestione del comunale nei rapporti con le Belle Arti, oltre ad attaccare un nuovo terzo progetto.
“Che disastro. Intanto il comune paga senza che risulti evidente di chi è la responsabilità di tutto questo. Certamente fino a ieri di errori grossolani e di una carenza di autorevolezza istituzionale che hanno di fatto tenuto il ponte lontano da una definitiva soluzione si scontrano con un cambio di passo che però denuncia il pressappochismo di ieri e dell’altro ieri. Eppure i progettisti sono sempre quelli che se non hanno sbagliato loro avrebbe quindi sbagliato il comune. Gli stessi che elaborarono un primo progetto esecutivo messo a gara e aggiudicati i lavori e poi annullando il tutto con motivazioni “economiche” non degne di nota, anzi indegne perché sarebbero state di facile evoluzione. Poi un secondo progetto presentato quasi ormai un anno fa nei quartieri in pompa magna che ad oggi si è dimostrato altrettanto erroneo”.
“Una domanda – continua il consigliere di Italia Viva – ma perché le Belle Arti, se udite, non hanno proposto loro la soluzione oggi in campo? Hanno semplicemente approvato un primo progetto sbagliato per il comune e adeguato solo per loro per il mantenimento di una ingegneria industriale a mio modo di vedere fuori luogo. Insomma Bergamaschi continua nel suo costoso “fare e disfare”.
Beretta si rivolge, infine, al sindaco Fabio Bergamaschi ponendo una serie di domande retoriche per capire avvalorare la propria tesi relativa ad una grande perdita di tempo.
“Signor sindaco – si legge – si rifà il progetto del ponte di via Cadorna, il terzo, è stato rifatto perché gli altri erano naturalmente sbagliati? Comunque totalmente insufficienti. Non era solo di costi. Sarebbe bastato riappaltare la gara. O no? In corso d’opera si sono susseguiti progetti elaborati o rielaborati. Senza senso per il buon senso. Il progetto presentato in pompa magna nove mesi fa nei quartieri, è finito nel limbo per ulteriori valutazioni tecniche con relativi “ritocchi”. Di fatto un terzo progetto! O no? Ma chi paga?
La colpa di questi ritardi, dunque, per Beretta è del Sindaco: “Si è preferito liquidare l’assessore, quando invece il colpevole del primo progetto è il sindaco, già assessore. Fino all’altro ieri il problema del ponte è solo appartenuto alla goffaggine amministrativa del sindaco e della sua giunta. Ora Bergamaschi lo svende come un problema la cui soluzione apparterrebbe alla città e ai gruppi consiliari. La risposta del sindaco era ed è di un amministratore preoccupato. Molto! Come può essere diversamente se quello che sarebbe costato circa 780.000 euro oggi potrebbe costare già tre volte tanto. O no?”.