Politica

Piloni: "Più risorse per il rilancio dei
territori e la riqualificazione beni confiscati"

“Ho chiesto a Regione Lombardia di stanziare ulteriori 30 milioni per garantire la finanziabilità di tutti gli Accordi di rilancio economico sociale e territoriale (AREST) e sostenere i progetti presentati dai comuni per riqualificare e migliorare il loro patrimonio pubblico e favorire lo sviluppo economico territoriale” così il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni che ha presentato un emendamento all’assestamento di bilancio, in discussione da oggi in Consiglio regionale.

“Emendamento necessario – sottolinea Piloni – per garantire le risorse a bilancio necessarie per ottenere l’adesione regionale di tutti i 25 progetti AREST in attesa, tra cui quello del comune di Capergnanica in raccordo con l’azienda cosmetica Lumson”.

“Si tratta infatti – spiega il consigliere dem – di un accordo che si integra nel progetto di messa in sicurezza e di ampliamento della strada tra Chieve e Capergnanica, per la quale avevo già ottenuto le risorse. L’accordo inserisce la realizzazione di una rotonda e altre opere che mettono in sicurezza la strada e la mobilità dei mezzi che interessano sull’azienda e che darebbe respiro ad un collegamento importante tra i due comuni e sulla provinciale verso Lodi e l’ingresso della tangenziale di Crema”.

Sui beni confiscati

Il consigliere si è poi riferito a un emendamento che il gruppo del Pd presenterà in assestamento di bilancio, in discussione da oggi al Pirellone: “Chiediamo a Regione Lombardia di incrementare, per il 2024, di almeno 400mila euro le risorse a sostegno dei Comuni per la ristrutturazione dei beni confiscati alla mafia e il loro riutilizzo a fini sociali tramite contributi ai concessionari”.

“Sono purtroppo ancora moltissimi i beni confiscati che oggi risultano abbandonati oppure assegnati, ma a totale carico dei Comuni. E questo anche a causa delle insufficienti risorse stanziate da Regione Lombardia – dice Piloni – sul nostro territorio, ad esempio, c’è la tenuta di Spino d’Adda: un complesso di 40mila metri quadri confiscato in via definitiva nell’ottobre 2014 a un clan della ‘ndrangheta e assegnato definitivamente nel 2021 al Comune di Spino che l’ha poi affidato, attraverso un protocollo, ad un gruppo di associazioni”.

“I beni confiscati alla mafia rappresentano un baluardo di legalità, uno strumento di riqualificazione dei territori, un’opportunità di incontro e di sviluppo sociale ed economico e un monito verso la criminalità organizzata, ma non possono essere lasciati in carico a comuni e associazioni senza sostegno economico da parte delle istituzioni, tra cui anche e soprattutto Regione Lombardia” conclude il consigliere dem.

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