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Taglio del nastro questa mattina per Ombrianville, versione primaverile, nonostante il cielo grigio nella seconda parte di giornata, del consolidato format organizzato anche quest’anno dal Comitato Commercianti di Ombriano, in collaborazione con Asvicom Cremona e il comune di Crema. Oltre 6mila i residenti nel quartiere che è il più popoloso di Crema, i cui commercianti e imprenditori hanno ancora una volta dato prova di quanto legati alla città siano, mettendosi in gioco per ricreare un evento di socialità diffusa in varie zone di Ombriano, la cui circolazione oggi è stata interdetta al traffico veicolare.
Dalla collaborazione tra i commercianti, che in maniera autonoma contribuiscono con allestimenti pensati per l’occasione, discende il successo di Ombrianville, tra musica dal vivo, spazi drink&food, bancarelle artigianali, gonfiabili e tanto sport, con i playoff del Rugby Crema, basket con l’Ombriano Basket 04 ed il torneo di calcio a cinque alla Toffetti grazie al Videoton,.
Al taglio del nastro di questa mattina, il vicepresidente di Sistema Impresa – Asvicom Cremona, Fabiano Gerevini, il sindaco Fabio Bergamaschi, l’assessore al commercio Franco Bordo, il presidente del Comitato Commercianti di Ombriano, Andrea Ogliari Badessi, il consigliere regionale, nonché presidente della commissione attività produttive, Marcello Ventura.
“Crema è una parte importante del territorio e Ombriano è un quartiere importante di Crema, vedere queste manifestazioni che animano i quartieri e che portano gente fa piacere – ha detto Ventura complimentandosi con il presidente Ogliari Badessi per l’organizzazione – e rappresentano un bel momento di sviluppo”.
Ringraziamenti ai commercianti, ad Asvicom, al Comitato promotore, da parte del sindaco Bergamaschi, perché attraverso Ombrianville viene riconosciuta quella che deve essere una missione di tutta la comunità, “non creare dei non luoghi, non avere periferie, ma quartieri da vivere” ha detto il sindaco. “Una bella tradizione per una città che si sposta nel quartiere di Ombriano, che non è una periferia, ma un quartiere che vive di relazioni, commercio, spazi all’aperto. Una logica di una città – ha concluso Bergamaschi – che si tiene insieme e si sviluppa in modo coeso”.
Ilario Grazioso