il loro gemellaggio
per evitare i playout
estate di progetti
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Ricordate il cantiere sul tratto cremasco della Paullese aggiudicato alla ditta Perego, messo sotto sequestro nel luglio 2010, poi concluso dalla Carron ed inaugurato qualche settimana fa? Se ne è parlato tanto in questi mesi al processo di primo grado nato dall’operazione “Infinito” che ha messo in luce le profonde infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia. Ebbene oggi si è avuta la sentenza nell’aula bunker del carcere di San Vittore: quaranta condanne e tre assoluzioni. La pena più alta è spettata al boss Pio Candeloro, esponente della criminalità organizzata locale di Desio, in Brianza, condannato a vent’anni. L’ex dirigente della Asl di Pavia, Carlo Chiriaco, è stato condannato a 13 anni di carcere e alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Chiriaco “avrebbe favorito gli interessi economici della ‘ndrangheta garantendo appalti pubblici e varie iniziative immobiliari”. Inoltre, avrebbe fatto da cerniera tra l’organizzazione criminale e i politici. A 18 anni di carcere è stato invece condannato Pino Neri, il ‘capo dei capi’ della ‘ndrangheta in Lombardia. All’imprenditore Ivano Perego – titolare della General Perego Contractors appunto quella del cantiere cremasco della Paullese – sono stati inflitti 12 anni più la pena accessoria della inabilitazione all’esercizio di imprese commerciali per dieci anni. A un altro esponente di spicco della ‘ndrangheta, Vincenzo Novella, sono toccati invece 16 anni di carcere.
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